di Irene Panighetti

«Bistrot il Mandorlo», il buon palato è felice

IN CITTÀ 20 lug 2021
Fabio Tagliani nel suo locale di via San Faustino dove propone i gusti della nonna: prodotti che si rifanno alla tradizione e che regalano emozioni fresche e prelibate Fabio Tagliani nel suo locale di via San Faustino dove propone i gusti della nonna: prodotti che si rifanno alla tradizione e che regalano emozioni fresche e prelibate

 Bresciano e biologico: sono le due B che caratterizzano «Bistrot il Mandorlo», gelateria e bar di via San Faustino 9/e, nella piazzetta del Carmine. «Bistrot» e non solo «Il Mandorlo», precisa il proprietario Fabio Tagliani, gardesano doc e fiero di esserlo, sebbene il nome sia stato scelto «perché il mandorlo è l’albero della Sicilia e l’isola si associa al buon gelato per antonomasia. Poiché locali con il nome Mandorlo ce ne sono altri ho voluto distinguermi aggiungendo il termine bistrot». Biologico, come attesta Bio Bank, la banca dati del biologico italiano dove, dal 2017, è inserito anche questo locale aperto nel 2015 da Tagliani che ha ideato e creato ogni suo gusto, rigorosamente biologico «per convinzione profonda e non per moda – garantisce Tagliani – perché a me piace mangiare sano e far mangiare sano: i nostri clienti principali sono i bambini». Ma cosa significa in concreto gelato biologico? Significa, spiega Tagliani, «che non ci sono addensanti chimici bensì latte di riso e farina di carruba, così come non ci sono zuccheri chimici, sostituiti da stevia e muscovado. Significa sicurezza nei prodotti, certezza di un’attenzione vera al bio: si fa presto a riempirsi la bocca di questo termine ma poi agire davvero in modo biologico è tutt’altro perché è faticoso». Faticoso come girare il gelato con la pala a mano: nessun macchinario, bensì la forza della braccia e una pala apposita che si «mescola per 20 minuti e poi si estrae il gelato a mano – aggiunge il gelataio precisando – anche i coni sono prodotti da noi, così come ovviamente tutti i gusti che si possono trovare da me: la mia gamma non punta sulla quantità ma sulla particolarità». In effetti solo al «Bistrot il Mandorlo» è possibile trovare la «Carmine cream», nome che riunisce le due zone del cuore di Tagliani: il popolare quartiere del cuore di Brescia e il lago di Garda. Infatti la crema è una sua invenzione basata sul «vansot, come venivano chiamati dalla gente di Morgnaga di Gardone Riviera gli avanzi di limoni, cedri e aranci scartati dalla Tassoni di Salò – illustra ancora Tagliani – queste bucce venivano prese dai cittadini della zona, dalla massaie di un tempo, che le mettevano a macerare per renderle morbide, per poi amalgamarle e congelarle con il latte di capra. Veniva così prodotta una specie di deliziosa mattonella che costituiva il dolce della domenica della gente del popolo». Ricordi e gusti della tradizione e della sua infanzia che il gelataio ha ripreso per creare la sua «Carmine cream» che, assicura, «viene prodotta anche per i ristornati del quartiere, è almeno otto anni che al Carmine la mangiano tutti e la gradiscono molto apprezzando la riscoperta di sapori antichi». Altro sapore particolare e rigorosamente secondo la ricetta della nonna è «menta bianca e basilico: «Questa è un’idea di mia nonna, che prendeva la menta bianca e, per rendere il colore verde, aggiungeva il basilico, lo sbatteva con la frutta e io bevevo questa delizia che ho poi deciso di riproporre come gusto di gelato». Non poteva infine mancare, in un locale con questo nome, il sapore della mandorla, «ovviamente la mandorla pizzuta di Agrigento – precisa Fabio Tagliani – perché i prodotti devono essere quelli provenienti dalle migliori zone di produzione italiane».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA