Di Irene Panighetti

Con «Jambo» il gelato è un affare di famiglia

IN CITTÀ 29 lug 2021
Leonardo Carvutto all’interno della sua gelateria a San Polo dove è molto conosciuto anche perché prima di lui i suoi genitori hanno condotto a lungo quella attività Leonardo Carvutto all’interno della sua gelateria a San Polo dove è molto conosciuto anche perché prima di lui i suoi genitori hanno condotto a lungo quella attività

 Fare il gelato è una tradizione di famiglia, di quella di provenienza e di quella che si è costruita, per Leonardo Carvutto della la gelateria Jambo di via del Verrocchio, nel quartiere San Polo, dove vive dagli anni Novanta e dove è molto conosciuto, anche perché prima di lui i gelatai erano i suoi genitori, dai quali ha ereditato il mestiere e la notorietà, che è forte sia tra i nonni della zona sia tra i nipoti. Ed è proprio per una clientela a cavallo tra generazioni che Carvutto produce i suoi gusti: dai classici ed intramontabili crema, pistacchio, tiramisù e zuppa inglese ai Puffo, Big Bubble, Kinder e Smarties per i bambini che sono tra i principali clienti da Jambo. Dalla sapienza di chi è venuto prima di lui all’esperienza sulla propria pelle, come apprendista e poi come gelataio professionista, e sulla pelle di quella che oltre a compagna di vita è diventata anche compagna di lavoro: la moglie Ana Alice Ramos do Nascimento, brasiliana ormai bresciana e da oltre dieci anni colonna portante della gelateria, dove ha portato il suo tocco esotico sia nei gusti del gelato sia in quelli delle granite: lime, basilico, ananas e zenzero, gli ingredienti che non mancano più dal laboratorio e poi anche dalla vetrina di Jambo. Laboratorio e pure bancone, poiché la donna dimostra le sue abilità anche a contatto con il pubblico, con il suo sorriso solare sempre sulle labbra. «Vogliamo proporre gusti e sapori di stagione, quindi in estate le granite alla frutta, però evitiamo di fare i gusti al caffè o alla mandorla per i quali i maestri sono i siciliani – valuta Carvutto – frutta fresca e del mese anche per i gusti del gelato, dove ci sono delle combinazioni italo-brasiliane. Molto richiesto in questi ultimi anni anche il caramello salato e sto proponendo pure l’olivello spinoso, che altro non che il nome scientifico del bergamotto: è un gusto particolare, adatto a chi ama sperimentare il proprio palato, mentre per i tradizionalisti non mancano mai i gusti che da sempre caratterizzano la tradizione italiana». L’importante è che ogni prodotto, da quello innovativo a quello comune, da quella meticcio italo-brasiliano a quello locale, sia sano e genuino, oltre che, ovviamente, di ottima qualità. Questo vale anche per gli altri prodotti a metà tra pasticceria e gelateria, quali spumoni, torte, semifreddi e meringate. In tutti si assapora la passione dei coniugi che non è venuta meno durante i mesi duri del primo lockdown, quello della primavera 2020. «Dopo un primo momento di smarrimento, come del resto è capitato a tutti, ci siamo organizzati con il domicilio, senza appoggiarci alle piattaforme del food ma preferendo contare sulle nostre forze, è molto meglio essere indipendenti e non cedere alle soluzioni in apparenza più comode», valuta Carvutto. Durante il periodo della seconda ondata, lo scorso autunno-inverno, la situazione era meno limitante per tutti: c’era la possibilità di asporto, oltre a quella della consegna a domicilio, e i clienti «venivano volentieri in gelateria a ritirare ciò che avevano ordinato o a comprare direttamente, non solo per godersi un buon gelato e consolarsi così, almeno un po’, ma anche per uscire di casa perché stare rinchiusi non piace a nessuno», conclude Carvutto.•.