Di Irene Panighetti

Con Possi tradizione e qualità senza tempo

L’INIZIATIVA DI BRESCIAOGGI Una lunga storia di un’attività di famiglia che in città è da oltre 45 anni conosciuta come un vero punto di riferimento 11 ago 2021
Lucio Possi all’interno del locale di via Triumplina: una cortesia «d’altri tempi» e una proposta di gelato che riesce ad accontentare i palati di tutti Lucio Possi all’interno del locale di via Triumplina: una cortesia «d’altri tempi» e una proposta di gelato che riesce ad accontentare i palati di tutti

Possi è un nome che evoca la storia del gelato bresciano, grazie agli oltre 45 anni di esistenza in città di locali con questo nome, dapprima in via Veneto dal 1975 e, trasferendosi più a nord, dal 1989, in via Triumplina, cui si affianca anche il locale che non porta il nome di famiglia ma che ne fa ugualmente parte: l’Imperiale di via Comboni. L’iniziatore di questa avventura è Lucio Possi, uomo davvero di altri tempi anche per la cortesia con cui accoglie nelle sue gelaterie, cortesia mai intaccata dai possibili disagi legati al controllo del green pass: «I primi giorni sono andati bene, i pochi clienti che entrano perché magari preferiscono l’aria condizionata me lo mostrano ancor prima che lo chieda», racconta. E a proposito di aria interna: da qualche tempo sono stati installati dei dispositivi con filtri speciali per purificare l’ambiente «e così anche noi ci sentiamo più sicuri, noi che passiamo tanto ore all’interno e siamo pure in tanti». Tra le due gelaterie cittadine sono infatti una ventina le persone che fanno parte della squadra di Lucio, tra cui, oltre al figlio Paolo cui Lucio ha passato la titolarità dell’azienda, la moglie Maria e la nuora Gabriella. Un gruppo nutrito per un lavoro «che non conosce week-end, inizia presto e può finire tardi la sera, anche a Ferragosto», spiega Lucio. Da Possi quindi c’è sempre la sicurezza di trovare gelati, torte e semifreddi, oltre ai ghiaccioli e alle granite di frutta fresca. Non solo, i Possi da oltre 10 anni prestano molta attenzione al problema della celiachia nonché oggi alle scelte vegane: «Quando, molto tempo fa, nella cerchia dei parenti stretti siamo venuti a contatto con chi non può mangiare il glutine, abbiamo deciso di approfondire e io e Paolo siamo andati a Milano a frequentare un corso apposito dell’associazione italiana celiachia – ricorda Lucio –. Abbiamo imparato che cosa significa e come gestire il tracciamento o la contaminazione. Così, più che per il gelato, che non necessita di farine, per i coni e le torte abbiamo iniziato a produrre una linea apposita, facendo attenzione a differenziare anche gli strumenti: per esempio per i celiaci si usa la pinza e non la spatola. Prodotti senza glutine sono sempre presenti in gelateria e oggi abbiamo anche una linea vegana: i gelati sempre, mentre le trote sono da prenotare perché l’assenza di grassi animali le fa indurire se restano troppo tempo a meno venti». Queste le innovazioni, ma il tratto distintivo di Possi è la tradizione: il gusto storico è lo zabaione «che preparo da sempre seguendo la ricetta della nonna e nessuno per ora è a copiarcela, perché ammettiamolo, tra noi gelatai bresciani ci influenziamo e ispiriamo a vicenda…» spiega senza malizia Lucio che tuttavia non disdegna le sperimentazioni: «Abbiamo proposto gelati al formaggio grana o rosa camuna ma non vanno tanto: se li offri sono accettati e spesso graditi ma senza nostri suggerimenti la scelta ricade maggiormente sui gusti classici, in particolare pistacchio di Bronte». Se lo zabaione non manca mai, Lucio precisa: «Non ho mai fatto il Puffo, mi dedico alla qualità dei prodotti più che alle stranezze. Il latte è sempre fresco, la frutta di stagione, ogni creazione è garanzia di genuinità».

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