Di Irene Panighetti

Nonsologelato, il segreto negli ingredienti

URAGO MELLA 23 ago 2021
Federico Zuppa e Mihaela Coada al bancone di «Nonsologelato».  Il locale si trova in via Risorgimento, a Urago Mella. Il segreto? «Il libro degli ingredienti» Federico Zuppa e Mihaela Coada al bancone di «Nonsologelato». Il locale si trova in via Risorgimento, a Urago Mella. Il segreto? «Il libro degli ingredienti»

 Laboratorio artigianale creativo: così si qualifica «Nonsologelato» di via Risorgimento 14, nel quartiere bresciano di Urago Mella. Dove artigianale è da intendersi nel senso pieno e genuino del termine, perché non basta definirsi artigianale, bisogna esserlo al di là degli escamotage consentiti dalla normativa di settore. Come si capisce la differenza? «Ma è semplicissimo e alla portata di tutti: basta guardare il libro degli ingredienti», spiega Federico Zuppa, che 11 anni fa ha aperto questa attività dopo aver lavorato per anni nel settore come tecnico commerciale di prodotti per gelaterie. «Sono passato dall’altra parte della barricata», ammette con quella che apparentemente è una battuta, ma in realtà è un dato di fatto: da un lato c’è l’industria del gelato e dall’altro le gelaterie artigianali. «È proprio una questione di ingredienti – spiega Zuppa – se si usano liofilizzati, preparati, buste aromatizzanti il prodotto è industriale, se si usano ingredienti freschi è artigianale, è tutta qui la differenza. Non c’è nulla di male a scegliere un gelato industriale, ma è bene farlo con cognizione di causa e non basare il proprio giudizio sulla qualità di una gelateria sul mero sentire del palato bensì sul libro degli ingredienti». «Nonsologelato» quindi è proprio artigianale e pure creativa, perché l’estro di Zuppa non si ferma agli ormai diffusi gusti con lo zenzero o con il caramello salato, bensì si spinge oltre, sebbene le sperimentazioni ardite non lo entusiasmino: «per un ristorante gourmet prestigioso della città mi è capitato di preparare dei gusti insoliti, tipo al succo di pomodoro o al grana, ma nella mia gelateria preferisco i sapori classici, affiancati da alcune fantasie sempre legate alla stagionalità e alla disponibilità del prodotto». Un esempio? Il gelato alle «more selvatiche e lavanda – racconta Zuppa – che si produce con pochi fiori che, mescolati alla more, danno un colore violetto molto particolare». Altre scintille di creatività sono i gusti alle spezie «ne ho provati cinque per ora, di cui oggi è rimasto quello che ho battezzato ‘crema d’oriente’. Un sapore che è pure un toccasana, viste le proprietà delle spezie utilizzate, come mi è stato confermato anche da un medico: si tratta di curcuma, zenzero e cannella, che va nel periodo invernale. Perché ci tengo ad utilizzare i frutti di stagione, quindi adesso è il momento dei fichi, a breve inizierà quello dell’uva americana e poi della zucca e vaniglia». Molto curioso da provare è zafferano e fragoline di bosco, un accoppiamento “che si può realizzare anche con risotti – aggiunge Zuppa - ma suggerisco di non dimenticare, azni, di gustare, anche i classici come pistacchio e nocciola sono al centro delle sue attenzioni conuna selezione delle materie prime che danno un risultato eccellente». Fantasia al potere insomma da «Nonsologelato» sebbene il creatore preferisca mangiare e pure produrre il sapore base di tutta la gelateria: il fiordilatte. Contraddittorio? Affatto, perché i gusti personali non sono in discussione, bensì la professionalità e pure l’etica di chi intraprende questo lavoro che, conclude Zuppa «ha tante sfumature ma che, se fatto con sincerità, è capace di dare molte soddisfazioni».•.