di Irene Panighetti

«Prima o poi», e il gelato è sempre vincente

A BRESCIA 16 lug 2021
Da «Prima o poi» grande varietà di gusti e sorprese tutti i giorni nelle proposte: un’attività che in via Vittorio Veneto in città ha saputo conquistare un’affezionata clientela Da «Prima o poi» grande varietà di gusti e sorprese tutti i giorni nelle proposte: un’attività che in via Vittorio Veneto in città ha saputo conquistare un’affezionata clientela

«Il gelato non è un dolce, non è un dessert, non è un alimento… è un concetto di felicità»: per il gelato non poteva esserci inno migliore di questa frase, scritta a grandi caratteri su una parete interna di un locale luminoso e accogliente quale «Prima o poi» di via Veneto. E la felicità è quella che Simona Morbini, la titolare, emana dagli occhi quando racconta la storia della gelateria, che coincide con quella della sua famiglia poiché madre e padre lavorano entrambi con lei. Anzi, la gelataia vera e propria è mamma Lory «noi siamo bassa manovalanza», scherza Morbini perché in realtà, oltre alle mani lei ci mette anche il pensiero, con suggerimenti e osservazioni, nonchè il palato, perché assaggia e si confronta con la genitrice finché non si raggiunge il gusto desiderato. È successo così con il gusto preferito di Morbini, Strawberry milk, che ovviamente si ritrova nella vetrina delle proposte: «Questo sapore deriva da un cioccolatino che ho mangiato un tempo e che mi era particolarmente piaciuto e quindi ho voluto ricrearlo nel gelato. Non è stato semplice spiegare alla mamma come fare, ho insistito, abbiamo sperimentato e alla fine siamo arrivate a ciò che intendevo». È solo uno degli oltre 60 gusti che si possono trovare, a rotazione, da «Prima o poi» perché alla base della produzione vi è una scelta «rigorosamente naturale», come si legge su un’altra parete del locale che è anche caffetteria con prodotti realizzati esclusivamente dalla famiglia, anzi, sempre dalla signora Lory. «Prima o poi» è infatti un’avventura familiare sin dai suoi inizi: «C’è stato un periodo in cui mio marito aveva delle incertezze sul lavoro e io pure, nell’azienda dove lavoravo come impiegata – ricorda Lory Morbini nel raccontare la loro storia –. In questo posto in via Veneto c’era il “Prima o poi“ precedente, quello che prima ancora di essere qui fu, per anni, in piazza Tebaldo Brusato. La proprietà voleva chiudere, noi aprire e quindi c’è stata una fortunata coincidenza!». Dal 2014 dunque questa 34enne con il sorriso negli occhi è dietro al bancone: «All’inizio avevo il timore di essere isolata, invece sin dal primo giorno sono venuti i negozianti della via per presentarsi e mi hanno fatta sentire come a casa. Vivo in un paese e con il tempo ho visto che anche questa zona è un ambiente di vicinato: tutti si conoscono e cercano di darsi una mano a vicenda». E pure i clienti ormai sanno come funziona la gelateria, con i suoi gusti nuovi più o meno ogni giorno: «Che cosa ha fatto di nuovo oggi la mamma?» è la domanda che Morbini si sente rivolgere più volte al dì perché oramai si è sparsa la voce della creatività della gelataia, apprezzata da tutti. Così ecco il «Lemon pie» che è un’invenzione di Lory: «Si tratta di una crema al limone decorata con meringa italiana, cioè non una meringa dura, come quelle più conosciute, bensì una che ha la consistenza della panna e che permette un effetto ciuffo molto bello – spiega la figlia - . Un altro gusto particolare è il variegato all’ananas con rosmarino, provato per sperimentare la diversità». L’ananas è stata alla base anche di una granita perché «questi prodotti che proponiamo solo d’estate seguono la frutta del momento: scegliamo noi quella più matura e, a seconda di cosa troviamo, produciamo poi la granita».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA